Nel laboratorio del cosmo: indizi di vita oltre la Terra
Dalla chimica delle origini ai pianeti lontani: il dialogo tra biologia e astronomia che riscrive la nostra idea di universo abitato.
In questo saggio, un astrofisico e un biologo intrecciano i loro sguardi per affrontare la domanda più antica: come è nata la vita e dove potrebbe esistere ancora? Dal “piccolo stagno caldo” immaginato da Darwin alle più recenti osservazioni del James Webb Space Telescope, il viaggio attraversa esperimenti di chimica prebiotica, scoperte rivoluzionarie e nuovi mondi in orbita attorno a stelle lontane. Forse la vita non è un miracolo unico, ma una possibilità scritta nelle leggi dell’universo. Tra il rigore della ricerca e la poesia del cosmo, gli autori ci conducono in un racconto che unisce curiosità e filosofia, scienza e meraviglia, invitandoci a riflettere su cosa significhi davvero essere vivi e su quanto tutto cambierebbe se scoprissimo di non essere soli.
Mario Livio è un astrofisico e divulgatore scientifico israeliano. Fino al 2015 ha lavorato presso lo Space Telescope Science Institute di Baltimora, l’ente che ha sviluppato il programma scientifico del telescopio spaziale Hubble. È autore di numerosi saggi divulgativi sulla storia della scienza, tra i quali ricordiamo: La sezione aurea, L’equazione impossibile, Dio è un matematico, Cantonate e Curiosi.
“Questo libro offre la spiegazione più chiara che io abbia mai letto di come la vita possa aver avuto origine e insieme esplora le prospettive di vita extraterrestre. Si tratta di due dei più grandi misteri irrisolti della scienza: una lettura affascinante”.
Venki Ramakrishnan, premio Nobel per la chimica