Una grande storia di riscatto, libertà e solidarietà femminile
Per il suo lavoro di ostetrica, Mallena non ha mai chiesto nulla. Ma quando è lei ad avere bisogno, le donne del paese si mobilitano.
Arrivata da lontano con il marito Jubanne, Mallena è diventata la levatrice di uno sperduto paesino dell’entroterra sardo. Per il suo lavoro non ha mai chiesto alcun compenso, ma quando, nel 1917, Jubanne torna dal fronte con una gamba amputata e bisognoso di cure, Mallena chiede al consiglio comunale di essere pagata. Proprio allora dal continente arriva Angelica, ostetrica diplomata, che ha sacrificato tutto per poter studiare. Angelica e Mallena dovrebbero essere rivali, invece, inaspettatamente, si riconoscono. E quando, per la prima volta, la comunità alza la voce per lei, Mallena scopre che la giustizia può anche avere il volto dell’amore. La levatrice racconta il confronto tra tradizione e modernità, mettendo al centro il lavoro femminile, spesso invisibile, e il lento ma inesorabile cambiamento della società.
Bibbiana Cau è nata e vive in Sardegna. Lettrice da sempre, dopo gli studi di Ostetricia all’Università di Cagliari, ha scoperto l’interesse per la scrittura durante la stesura della tesi in Storia sociale e, dopo essersi laureata in Educazione degli adulti e in Formazione continua all’Università di Roma Tre, ha frequentato i corsi della Scuola Holden di Torino. La levatrice è il suo esordio letterario.
«Si ha l’impressione non di ascoltare la storia di una donna, ma di un’epoca, di una pratica antica, di un mondo di relazioni umanissime che meritavano un romanzo».
TTL - La Stampa
«Una storia di lotta e solidarietà».
Vanity Fair
«L’autrice descrive con efficacia un interessante affresco di ribellione sociale, nel paesino dove una nuova mentalità contro le discriminazioni tenta di farsi largo. Nella lotta contro le convinzioni più arcaiche e la totale sfiducia nelle istituzioni, sono le donne che trovano la forza di agire in nome del bene della comunità».
La Lettura