Una fiaba nera di innocenza e malvagità
Due gemelli, la guerra, due destini diversi, in un romanzo che svela la natura ingannevole della memoria e dell’identità.
In un paese senza nome invaso da milizie straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, imparano a sopravvivere attraverso un rigido addestramento fisico ed emotivo. La prima parte (Il grande quaderno), è lo spietato resoconto delle esperienze infantili vissute con la nonna, “una vecchia strega” sporca e senza alcuna tenerezza. Nella seconda (La prova), la narrazione si concentra su Lucas, rimasto solo dopo che il fratello è fuggito altrove, mentre la terza (La terza menzogna) frantuma ogni certezza, rivelando un gioco di specchi tra realtà e finzione. Attraverso una scrittura essenziale che amplifica la brutalità della storia, Trilogia della città di K. affronta temi come la perdita dell’identità, la solitudine, l’assurdità della guerra, mettendo in discussione la possibilità di una verità univoca.
“Una prosa di perfetta, innaturale secchezza, una prosa che ha l’andatura di una marionetta omicida”.
Giorgio Manganelli
“Sono convinto, Lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient’altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia”.
Agota Kristof