“Un libro per giovani critici e anziani autocritici”
Lasciare spazio, ascoltare, coltivare la pazienza e la gentilezza… Il giornalista invita a guardarsi dentro – e attorno – per non invecchiare male.
“Il cattivo invecchiamento è, prima di tutto, un cattivo spettacolo. Assistere può essere divertente. Ma offrirlo? Non sono sicuro”. Come dare torto a Beppe Severgnini, che in questo libro prende la parola per riflettere sul tempo che passa e sul modo migliore di spenderlo. Il primo passo è accettare che non si può restare giovani per sempre. Il secondo è circondarsi di cose cose buone, che sono poche, semplici e possibili: frequentare persone intelligenti; coltivare la gentilezza; allenare la pazienza; imparare dagli insuccessi; usare l’ironia. Infine, accettare che c’è un tempo per ogni cosa e che i giovani - figli e nipoti - hanno bisogno di spazio e incoraggiamento, non di anziani che sgomitano con furiosa ambizione. Un piccolo vademecum ironico e intelligente, per “indossare con eleganza la propria età”.
“La ruota della vita si può ignorare, basta limitarsi a correre: ma è una scelta da criceti. Meglio ragionare sui cambiamenti, prendere il buono, respingere il cattivo, accettare l’inevitabile”.