La biografia completa e più aggiornata
Un ritratto sintetico ma efficace per comprendere la storia personale, la visione e la missione del nuovo pontefice.
Nel pomeriggio dell’8 maggio, la fumata bianca ha sorpreso il mondo. Dopo appena quattro scrutini, è stato eletto papa Robert Francis Prevost, ora Leone XIV: primo statunitense, ma a lungo missionario in Perù, primo agostiniano e con un nome che richiama la memoria di Leone XIII, il pontefice della Rerum Novarum, l’enciclica che per prima aprì la Chiesa al tema delle questioni sociali. Il suo debutto ha suscitato interrogativi e speranze. In un’epoca segnata da conflitti e tensioni, riuscirà a farsi costruttore di pace? Questa biografia densa e coinvolgente ci rivela un uomo che viene da lontano, e non solo geograficamente: un outsider per alcuni, ma forse proprio per questo capace di ascoltare, unire, ricominciare. Ora il mondo guarda a lui con attesa, con curiosità, con bisogno di speranza.
Domenico Agasso, giornalista e scrittore, è vaticanista per «La Stampa» e coordinatore di Vatican Insider, sito indipendente di informazione sulla Santa Sede e la Chiesa cattolica. È autore di vari volumi, tra cui il libro-intervista con papa Francesco Dio e il mondo che verrà. Ha curato le opere Cari bambini... Il Papa risponde alle vostre domande e Sperare è ancora possibile, dell’arcivescovo di Torino Roberto Repole.
«Così si è presentato al mondo Leone XIV. Un uomo che sale sulla loggia senza salire su un piedistallo. Che porta un nome forte con un tratto mite. Che si è commosso in silenzio, tirando su col naso, davanti a un’umanità che ha ancora sete di speranza. E forse è questo il massimo “miracolo” possibile: avere ridato al potere spirituale il volto fragile dell’umano. Una carezza al mondo ferito. Un inizio che sa già di promessa.»
«Così si è presentato al mondo Leone XIV. Un uomo che sale sulla loggia senza salire su un piedistallo. Che porta un nome forte con un tratto mite. Che si è commosso in silenzio, tirando su col naso, davanti a un¿umanità che ha ancora sete di speranza. E forse è questo il massimo ¿miracolo¿ possibile: avere ridato al potere spirituale il volto fragile dell¿umano. Una carezza al mondo ferito. Un inizio che sa già di promessa.»